Togli la suoneria

Una lezione all’università, un professore impegnato alla lavagna, un buon numero di studenti attenti ed interessati; uno di loro, più distratto, ha dimenticato di attivare la funzione vibracall, che disattiva la suoneria e fa vibrare il telefono in caso di chiamata, e viene puntualmente messo alla berlina dallo squillo imperante della marcia militare associata al profilo della mamma.

Il professore si volta lentamente, lo fulmina con lo sguardo ed accenna un’aggressione verbale, per glaciarsi immediatamente al trillo della fanfara che proviene dal suo dispositivo radiomobile, utilizzato nell’occasione per identificare immediatamente la chiamata dell’amata consorte. Guai a non rispondere. I sorrisini degli studenti fanno da contorno ad una situazione non troppo istituzionale.

Storie di ordinaria ilarità, che si ripetono continuamente nei luoghi pubblici e privati in cui si esercita il difficile mestiere della convivenza civile. Convivenza che di civile, solitamente, ha ben poco, se, per partecipare ad ogni incontro, si lascia l’auto in posizioni da imprecazione immediata, si sgomita per entrare, si evita di cedere il passo o la seduta a donne ed anziani, si fa l’impossibile per mettersi in mostra, spesso in modo inappropriato… ma questa è un’altra storia.

Il trillo del telefono, invece, è ormai un problema sociale, perchè interrompe le conversazioni, fa perdere il filo del discorso, semplicemente disturba il proprietario dei dispositivo e chiunque gli sia intorno. Al punto che sui treni hanno dovuto realizzare delle carrozze in cui è vietato utilizzare le suonerie ed è consigliato parlare a bassa voce per non disturbare gli altri viaggiatori. In buona sostanza, si paga per star tranquilli.

La multimedialità dei dispositivi, e la capacità di riprodurre ogni tipologia di suono, ha talmente arricchito la tipologia di eventi ai quali si può assistere quotidianamente, che si potrebbe scrivere un libro umoristico solo rappresentando fedelmente la realtà.

E’ accaduto, ad esempio, che al bar stessero prendendo un caffè, l’uno accanto all’altra, un signore distinto, con il quotidiano “il Manifesto” sotto braccio, ed una signora elegante, che sfoggiava una bella borsa alla moda. Una situazione apparentemente tranquilla, se la borsa non avesse celato un telefonino, dotato di suoneria polifonica basata sulle note di “Faccetta nera”, oltremodo difficile da spegnere rapidamente, perchè disperso tra gli innumerevoli oggetti di cui ciascuna donna è ben consapevole. Epilogo scontato, con caffè nebulizzato sul cameriere, per la repentina reazione spontanea del distinto signore, conseguente occhiataccia alla signora elegante ed immediato abbandono del locale.

Anche nel film “Benvenuti al Nord”, il simpaticissimo Alessandro Siani di trova seriamente in difficoltà nel momento in cui, consegnando la posta nella sede della Lega Nord, sente repentinamente salire dal suo cellulare le note di “Funiculì Funiculà”, e viene salvato da un Mastino Napoletano non sufficientemente nordista da azzannare un paesano.

Per non parlare degli squilli in Chiesa, o durante i momenti di intimità con il partner. E poi ci lamentiamo, e ci meravigliamo, d’essere stressati. Sarebbe strano il contrario.

Ebbene, scoprire la tranquillità della funzione vibracall (di solito attivabile con un tasto dedicato o tenendo premuto l’asterisco della tastiera) stupirà anche gli irriducibili delle tecnologie, semplicemente perchè la vibrazione non li farà sobbalzare ogni volta, ma produrrà un più gradevole richiamo all’attenzione, non sufficiente a distrarre un oratore dinanzi alla sua platea, o un difensore impegnato nell’arringa difensiva dentro un’aula di giustizia, e sarà impercettibile agli altri, che non ne saranno disturbati e tantomeno si chiederanno se quel che hanno dinanzi è un incivile di professione o un inguaribile e simpatico distratto.

Tenerla sempre attiva, semplicemente migliora la vita. Un suono in meno, che non cambierà il rapporto con il telefono – che è, e resterà, un indispensabile comodità rompiscatole –  ed una vibrazione in più, che non sarà dell’anima, ma, almeno, renderà meno stressante la quotidianità, con estremo gradimento di chi vi è accanto.

Gianluca Pomante

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