Lavoro in un app

Una lingua stupenda il nostro italiano, perchè permette di sintetizzare in un titolo due diversi significati, cosa che non riesce a fare neppur il pluridecorato inglese. Se interpretiamo la parola “lavoro” come sostantivo, il titolo ci permetterà di offrire e cercare il nostro lavoro con un’applicazione, se la interpretiamo come verbo, ci permetterà di dire che lavoriamo grazie ad un’applicazione.

Tali, infatti, sono gli obiettivi che è possibile perseguire con un nuovo ed interessante programma per iPhone, di produzione italiana (anche se il titolo per cercarla e scaricarla è in inglese), che permette a ciascun datore di lavoro di offrire un compenso per svolgere, saltuariamente, attività di indagine, vigilanza, rilevazione, e ad ogni lavoratore di trasformarsi in vigilante per conto terzi, a tempo perso e senza orari fissi.

Un nuovo concetto di collocamento, che focalizza l’attenzione sulla prossimità al compito da svolgere, favorendo l’incontro tra offerta e ricerca; un’idea che potrebbe risultare interessante anche per le innumerevoli possibilità di evoluzione.

Il nome dell’applicazione è immediato, perchè si traduce letteralmente nella frase “sii il mio occhio”, con un chiaro riferimento all’attività di vigilanza da svolgere per conto del committente. Grazie al sito web www.bemyeye.com, chi ha interesse ad offrire un lavoro di rilevazione, controllo, vigilanza di qualsiasi tipo (ad esempio, un fornitore potrebbe essere interessato a controllare che la vetrina di un negozio contenga determinati prodotti, offerti al negoziante ad un prezzo più basso ma con la condizione che venissero esposti) può offrire un compenso a chiunque si trovi nelle vicinanze del negozio da controllare. Ogni utente che abbia scaricato l’applicazione BeMyEye ed abbia attivato i servizi di localizzazione, nel momento in cui si troverà a passare vicino a quel negozio riceverà l’offerta di lavoro e potrà rispondere affermativamente, recandosi a scattare una foto della vetrina, procedendo alla rilevazione dei dati richiesti dal committente e ricevendo il relativo compenso.

In fase di installazione, l’applicazione chiede di poter inviare notifiche push all’utente (indispensabili se si vogliono ricevere le offerte di lavoro nelle vicinanze) e di poter utilizzare i servizi di localizzazione (altrettanto indispensabili, poiché altrimenti l’applicazione non potrebbe rilevare le offerte di lavoro presenti nella zona in cui si trova lo smartphone).

Nella seconda schermata della fase di impostazione viene richiesta l’area all’interno della quale si vuole operare, con la possibilità di ridurla o estenderla in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto (chi si muove a piedi o in bici sceglierà un’area minore di chi ha a disposizione un mezzo di trasporto a motore).

Quindi il nuovo lavoratore dovrà registrarsi ed accettare il contratto di collaborazione, che prevede, ad esempio, la cessione di ogni diritto di sfruttamento economico delle informazioni, foto e video cedute durante il rapporto (il che fa presumere ulteriori sviluppi dell’attività in favore dei committenti, che potrebbero utilizzare le foto e i video per fini pubblicitari, ad esempio).

Secondo il contratto, sarà possibile caricare (in futuro, dato che attualmente l’applicazione non prevede tale funzione) anche foto e video non direttamente riconducibili ad un incarico, affinchè siano resi pubblici e messi in vendita al miglior offerente. Un modo per scoprirsi artisti e mettersi in mostra, invitando amici e conoscenti, attraverso una funzione social, a collegarsi al sito e a visualizzare ciò che abbiamo reso disponibile on line. E’ ovviamente vietato eseguire l’upload di materiale di cui non si abbia la piena proprietà intellettuale o che contenga materiale offensivo, illecito, violento o immagini di minori.

Dal punto di vista giuridico, il contratto tra le parti spiega che le prestazioni devono intendersi occasionali e non danno luogo a rapporti di subordinazione o parasubordinazione, né alla costituzione di contratti di mandato o d’agenzia con il committente. Per incassare i compensi – corrisposti solo se l’importo è superiore a 10 Euro – è necessario un conto Paypal, attualmente unico sistema di pagamento previsto dall’applicazione.

Entrati nell’applicazione, è possibile vedere una mappa dei lavori presenti in zona, selezionarne uno ed accettare l’incarico. Che deve essere eseguito, altrimenti c’è la possibilità di essere sanzionati con l’espulsione dal circuito. Nella sezione “profilo” è possibile aggiornare i propri dati e procedere al caricamento delle informazioni necessarie per ottenere il pagamento dei compensi.

In un periodo in cui il lavoro è sempre più difficile da trovare ed è complicato per un datore di lavoro reperire collaboratori part time o a tempo determinato, BeMyEye potrebbe essere un ottimo punto d’incontro per tutti. E a Teramo qualcuno se n’è già accorto, perchè, collegandosi, è già possibile trovare degli incarichi in attesa di essere accettati. Esorto, quindi, chi può offrire compiti da svolgere, ad ingegnarsi per metterli on line tramite il sito www.bemyeye.com, e chi vuol lavorare per arrotondare lo stipendio o semplicemente per guadagnarsi una paghetta settimanale (penso agli adolescenti, tecnologicamente ben dotati e spesso dediti a “far vasche per il corso”), a scaricare l’applicazione più “at work” del momento tramite AppStore.

Gianluca Pomante

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