Vintage

E’ un termine utilizzato per indicare oggetti prodotti almeno vent’anni prima del momento attuale, ma non semplicemente vecchi. Deve trattarsi di oggetti che, se confrontati ad altre produzioni precedenti o successive, si distinguono per robustezza, qualità, design, o per ragioni culturali ed artistiche.

Il vocabolo, pur derivando dal francese, proviene in realtà dalla parola latina vindemia, con la quale si indicavano i vini vendemmiati e prodotti nelle annate di pregio

Cosa c’entra con le tecnologie? La prima e-mail è stata inviata nel 1959! Tutti i prodotti più utilizzati dagli utenti sono ormai vintage, poiché non v’è dubbio che siano di qualità ed abbiano evidenti ragioni culturali, storiche e scientifiche per essere ricordati.

I motori di ricerca, ad esempio, iniziano a presentarsi sul web all’inizio degli anni ’90: si chiamavano WebCrawler, Infoseek, Lycos (1993), e furono seguiti da Altavista, Excite, HotBot (1995), e dai nostri Arianna e Virgilio (1996). Ma pochi ricordano che “la rete” esisteva anche prima del World Wide Web e che i contenuti dei server FTP potevano essere indicizzati e consultati grazie al protocollo Gopher e al motore di ricerca Archie, oggi ancora disponibile come strumento didattico grazie all’impegno dell’Università di Varsavia, all’indirizzo http://archie.icm.edu.pl/archie_eng.html

Il sistema FTP (file transfer protocol) è tuttora una delle basi del web, poiché consente di spostare materialmente i dati da un computer all’altro, così come il protocollo HyperText – che trovate in ogni indirizzo web  con l’acronimo HTTP – permette di consultare i documenti multimediali che compongono l’Internet che tutti conosciamo.

Con Internet Relay Chat (meglio noto come protocollo IRC) gli adolescenti degli anni 90 hanno passato notti insonni sui personal computer, grazie a programmi come mIrc, per chiacchierare, discutere, scambiarsi opinioni e flirtare con gli altri utenti collegati in tutto il mondo, un po’ come oggi si fa con Facebook e gli altri social network, ma attraverso una semplice interfaccia a caratteri che, al massimo, consentiva lo scambio di qualche file, compatibilmente con le velocità delle connessioni dell’epoca.

Avere degli amici significava immaginare le loro fattezze, in attesa che si fidassero abbastanza da inviare una foto. Delle ragazze neppure a parlarne, sia perchè erano poche (mentre tantissimi erano gli impostori, pronti a divertirsi ai danni degli adolescenti inquieti), sia perchè quelle poche, al massimo, inviavano all’interlocutore foto prese dalle pagine di qualche rivista.

Quando i monitor erano a fosfori verdi, il sistema più utilizzato per accedere ad un computer da remoto (ammesso che fosse possibile avere un modem da collegare ad una connessione telefonica) era TelNet, ancora oggi alla base delle connessioni tra elaboratori elettronici, ma sovrastato da decine di strati di sistemi operativi, servizi ed applicativi.

E cosa dire del modem (modulatore – demodulatore), utilizzatl per trasformare il segnale digitale del computer in suoni da inviare sulle linee telefoniche (e viceversa all’arrivo), oggetto di culto degli anni 80, quando si diffuse la telematica amatoriale ed il massimo dello sfizio era poter acquistare un Cirrus Logic da 14.400 bps?

Era necessario acquistarlo, configurarlo e poi sperare di trovare una BBS (Bullettin Board System) nelle vicinanze, altrimenti sarebbe stato necessario effettuare una chiamata fuori distretto (eh si, esistevano ancora i distretti telefonici e le chiamate interurbane) con buona pace della durata del collegamento, necessariamente di breve durata, per non subire le ire del genitore all’arrivo della successiva bolletta telefonica.

I “più grandi” sapevano navigare sulle linee X25, dopo essersi procurati le credenziali di accesso ad una rete aziendale, per scaricare su di essa il costo delle connessioni oltreoceano, ed era necessario conoscere l’inglese, perchè solo in questo modo si poteva entrare in contatto con “i tedeschi” e “gli americani”, capaci (o ritenuti tali) di fornire informazioni tecniche e rivelare i segreti degli hackers, figure mitologiche rese famose dal film Wargames nel 1984.

In realtà, per la maggior parte di chi aveva quindici / vent’anni, si trattava di un modo per affrontare le giornate in modo diverso, alla scoperta di un mondo che era fatto di codici e segreti, che parlava una lingua difficile ma affascinante, che permetteva per la prima volta di avere il pieno controllo della situazione a chiunque fosse in grado di impegnarsi e di studiare, senza distinzione di razza, religione, sesso o opinione politica. Un mondo fatto solo del silenzio dei bit e del ticchettio della tastiera, in attesa che il sistema remoto rispondesse…

Oggi, 2013, monitor da 27 pollici ad alta risoluzione, disco SSD, memorie DDR, processore grafico ad affiancare CPU da 3 Ghz quad-core, connessione ADSL da 20 Mbit… per la miseria… sono “vintage” anch’io…

Gianluca Pomante

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