Il futuro negli occhiali

Protesi. Così abbiamo sempre vissuto l’utilizzo degli occhiali, maldestramente spacciati come accessorio modaiolo e di tendenza, in realtà strumento di compensazione dei difetti della vista, incluso quello di non riuscire a sostenere l’intensità dei raggi solari.

Ma se, in passato, abbiamo considerato l’occhiale come semplice strumento di reintegrazione di qualità perdute o di compensazione di qualità mancanti, nel prossimo futuro avremo la possibilità, invece, di utilizzarlo per potenziare le nostre capacità sensoriali e di comunicazione.

Il tradizionale dispositivo lenticolare, infatti, ha già avuto un’evoluzione sportiva, con videocamere inserite nella montatura e lettori mp3 installati nelle astine, che permettono agli atleti di registrare le loro evoluzioni, ascoltando la musica preferita.

Ma è dal settore militare che arriva una di quelle che saranno ricordate come le più incredibili modifiche al vivere comune.

E’ attualmente in corso la sperimentazione del progetto “Soldato Futuro”, anticipazione di una fanteria robotizzata che presto, molto presto, sostituirà addirittura gli uomini con droni autonomi, in grado di ridurre a zero le perdite in caso di conflitto e di effettuare bonifiche ambientali senza spargimento di sangue (sperando che le macchine non acquistino mai l’autocoscienza di cui parla il film “Terminator”).

Il sistema Nimos (Night Mobility Subsystem) consiste in un elmetto munito di telecamera, auricolare, microfono e sistema di visualizzazione, integrati con i sistemi di puntamento delle armi in dotazione e con un personal computer indossabile (wearable personal computer), capace di fornire al soldato tutti i dati dell’ambiente che lo circonda, la posizione dei compagni di squadra e di altre unità alleate e di tenerlo in contatto con il Comando, per ricevere le informazioni e gli ordini relativi alla missione da compiere o in corso.

L’evoluzione civile del Nimos – anche se non è noto se i progetti siano collegati – sarà evidentemente il Google Glass, un sofisticato sistema di intrattenimento e comunicazione personale, indossabile come un tradizionale paio di lenti, che “big G” sta mettendo a punto per consentire un collegamento costante con Internet e la piena godibilità della c.d. realtà aumentata.

Il vari filmati disponibili su YouTube (basta cercare “google glass project”) dipingono il progetto Google Glass come una fantastica esperienza di intrattenimento ed informazione, supportata dal pieno controllo vocale delle funzioni del dispositivo. Niente pulsanti, insomma, o altri device complicati.

Appena indossato, l’occhiale fornisce un menù selezionabile (non si comprende se con il movimento degli occhi e delle palpebre o con la voce o con entrambi) che dà accesso alle varie funzioni. Una volta attivo, il sistema è collegato tramite WiFi alla rete Internet e riceve chiamate, messaggi e segnalazioni, che visualizza sul display posizionato sull’occhio destro dell’utente.

Sarà possibile scattare foto e registrare video, con la stessa prospettiva di chi indossa l’occhiale, ricevere videochiamate ed attivare la telecamera per consentire all’interlocutore di vedere con gli occhi di chi gli sta parlando (il video più simpatico suggerisce la soluzione per una serenata a distanza); si potranno comporre ed inviare messaggi vocali, dare istruzioni al sistema di ricerca su Internet, collegarsi a link e risorse on line (come le pagine gialle), attivare il navigatore satellitare e farsi guidare a destinazione dalla mappa e dalle istruzioni proiettate direttamente nel proprio campo visivo.

Un campo d’azione illimitato per una console da gioco che rivoluzionerà il modo di rapportarsi con l’informatica e le tecnologie. Per il momento, a chi ha perso la testa per l’informatica e le tecnologie, non resta che rodersi nell’attesa che il futuro cada nel presente. Tutti gli altri potranno verificare il teorema secondo il quale “progettare il futuro significa offrire soluzioni per bisogni che nessuno sapeva di avere fin quando non ha visto il prodotto da acquistare”.

Gianluca Pomante

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