Smartcity

Uno smartphone è un telefono intelligente, capace di erogare al suo possessore servizi adeguati o adeguabili alle sue necessità. Una pubblicità di qualche anno fa, per lanciare uno degli ultimi smartphone, forniva una serie di esempi pratici ed evidenziava che per ogni cosa da fare c’è un “app” a disposizione.

Quello che la pubblicità non spiegava, ma che può essere facilmente intuito, è che dietro ogni “app” c’è un servizio che fornisce le informazioni necessarie a garantirne il funzionamento.

Un software per la navigazione satellitare è solitamente il servizio di base sul quale molte “app” basano le loro funzioni. E’ così possibile sapere, rispetto alla posizione dell’utente, se c’è un ristorante nelle vicinanze, se c’è un bancomat, se c’è una farmacia.

Un’altra “app” consente il controllo della posta elettronica ed un’altra ancora la prenotazione di un hotel o di un volo.

La giusta piattaforma di comunicazione, per uno smartphone, è una rete wireless, che permette il trasferimento di grandi quantità di dati in breve tempo.

Appoggiandosi ad una rete wireless, qualsiasi “app”, anche la più complessa, può essere scaricata in pochi minuti e fornire rapidamente all’interessato le informazioni di cui ha bisogno.

Se tutti gli smartphone di una città entrassero in contatto tra loro, grazie ad una rete di estensione adeguata, tutti potrebbero chiamarsi l’un l’altro utilizzando i servizi Voip (Voice Over IP), senza subire alcun addebito in bolletta.

Una rete di tali dimensioni consentirebbe anche di raggiungere le centraline delle abitazioni che controllano il riscaldamento, la climatizzazione, le tapparelle, gli impianti di allarme ed ogni altro servizio di casa o d’ufficio, che potrebbe essere controllato dallo smartphone o da una centrale pubblica senza difficoltà. Stime pessimistiche indicano un potenziale risparmio energetico del 40% solo rendendo intelligenti gli edifici pubblici e privati.

E se a questa stessa rete venissero collegati tutti gli Uffici Pubblici, con i rispettivi servizi, ogni cittadino potrebbe accedere alle informazioni di cui ha bisogno direttamente da casa o dal proprio tablet, per stamparle ed utilizzarle senza dover fare file allo sportello.

Ma si potrebbe fare di più. Con i servizi “push” le informazioni al cittadino / consumatore potrebbero essere fornite in tempo reale ed automaticamente, in base alla posizione, al mezzo di trasporto utilizzato e ai dati che egli stesso ha fornito al sistema.

In tal modo, chi sta utilizzando l’auto, potrebbe conoscere i dati del traffico in tempo reale e vedersi suggerire il parcheggio più vicino e l’orario del primo bus navetta disponibile; chi deve fruire di un servizio pubblico potrebbe essere informato della disponibilità e delle possibili alternative; chi semplicemente è a passeggio potrebbe ricevere le offerte dei negozi che sono nelle vicinanze, le specialità dei ristoranti, la disponibilità di bici a noleggio e gli orari di apertura di attrazioni e musei cittadini.

Volendo sognare, un “sistema città” potrebbe arrivare a gestire in piena autonomia l’energia prodotta dai pannelli solari, dalle centrali eoliche e dalle sonde geotermiche, ottimizzare l’utilizzo delle cisterne di acqua piovana e controllare il consumo di acqua potabile, regolare i flussi del traffico e deviare automaticamente le autovetture in arrivo su percorsi alternativi, coordinare gli interventi dei mezzi di soccorso fornendo al conducente il percorso più breve per raggiungere il luogo del sinistro, attivando nel contempo i semafori, affinchè abbia via libera.

L’immenso patrimonio di biblioteche, pinacoteche ed università potrebbe essere raggiungibile in alta risoluzione grazie ad un tablet, per consentire lo studio di quelle opere che non è possibile consultare da vicino; sistemi di informazione, integrati con quelli di localizzazione, potrebbero fornire ai turisti spiegazioni sui monumenti che stanno visitando, utilizzando le telecamere di smartphone e tablet per sovrapporre le notizie alle immagini inquadrate (la c.d. realtà aumentata). E tanto altro ancora. Solo la fantasia potrebbe limitare le possibili applicazioni implementabili per la crescita e lo sviluppo di una città intelligente.

Un sistema di sistemi interconnessi, ciascuno dei quali in grado di fornire informazioni e di riceverne, per erogare ulteriori servizi, ridurne i costi e consentire, dall’incrocio dei dati, di trarre ulteriori elementi utili per ulteriori sviluppi.

Gli organi di governo avrebbero a disposizione enormi quantità di dati per assumere decisioni più consapevoli ed i cittadini avrebbero la possibilità di partecipare alle decisioni: direttamente, partecipando ai sondaggi e segnalando malfunzionamenti, degrado e semplici miglioramenti possibili, ovvero indirettamente, utilizzando i servizi disponibili che fornirebbero altri dati agli organi di governo, grazie ai quali orientare le scelte.

Se non credete sia possibile, cercate semplicemente “smart city” su un qualsiasi motore di ricerca. Vi stupirete di quanto il futuro sia presente già da tempo nelle nostre vite.

Gianluca Pomante

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