Integralisti inutili

Quante chiacchiere sui social network, quante opinioni, quanti discorsi, quante proposte. Se osservate bene il variegato popolo di Internet, alle prese con il chiacchiericcio quotidiano, rispecchia esattamente l’idea di “popolo di tecnici” che è possibile farsi passeggiando in qualsiasi centro cittadino, la domenica pomeriggio, quando è terminata la sequenza di partite del campionato.

Al “Bar dello Sport” sono tutti tecnici, tutti esperti, tutti depositari di soluzioni innovative, risolutive, vincenti, nonostante parlino di squadre diverse e contrapposte, e sia quindi evidente che, almeno una delle due, dovrà perdere la partita, salvo che l’obiettivo non sia il pareggio.

Opinioni diverse, in contrasto tra loro, contraddittorie e perfino palesemente irrealizzabili. Ma tant’è. C’è il “guru” e ci sono i “supporters”, che ruotano nei ruoli a seconda dell’argomento e sono  disposti perfino a scontrarsi, verbalmente e fisicamente, per sostenere quanto affermato dal loro occasionale “condottiero”, anche se magari non hanno ben capito cosa ha detto.

Esattamente quel che accade su Internet, enorme contenitore virtuale dal quale, da qualche tempo, stanno emergendo i cosiddetti “integralisti inutili”, quelli che intervengono in qualsiasi conversazione per affermare il contrario, che filosofeggiano di qualsiasi argomento, che contestano qualsiasi motivazione, rifacendosi ad una presunta verità innegabile, di cui sono ovviamente depositari, che li autorizza a censurare tutto e tutti.

Quelli che contestano un’iniziativa, un articolo di giornale, una lettera, una persona, non perchè abbiano effettivamente qualcosa da dire o da proporre, ma perchè quel “qualcosa” ha urtato la loro sensibilità, la loro suscettibilità, le loro convinzioni e, soprattutto, rischia di mettere in discussione l’orticello di followers che hanno faticosamente affascinato, che potrebbero improvvisamente rendersi conto dell’inutilità di determinate argomentazioni ed abbandonarli, per seguire qualcun altro.

Analizzando le loro argomentazioni con obiettività e senza ideologie di fondo a travisar pensieri e parole – magari semplicemente “googlando” un po’ a cercar fonti attendibili – i followers si renderebbero subito conto che l’integralismo che le caratterizza fa da contraltare alla inconsistenza dei contenuti, delle teorie, delle opinioni, prive di qualsiasi fondamento dottrinale, giuridico, scientifico, basate unicamente sulle convinzioni personali maturate in anni di comunicazione monodirezionale dai trash-show al loro cervello, incapace di assorbire ed elaborare la mole di informazioni spazzatura da cui è stato bombardato e che, per tale ragione, ha conservato solo sprazzi di notizie, peraltro di pessima qualità, ricompattandole disordinatamente e trasformandole in un patchwork di presunte verità.

Verità delle quali, tuttavia, non  c’è traccia nella cultura, nella storia, nella scienza, nell’arte, né in qualsiasi altra materia.

Quando incontrate l’integralista inutile, non fate menzione del vostro pensiero, non permettetevi di fare affermazioni o di contraddire ciò che dice, facendogli notare che la realtà è un po’ diversa da come la dipinge. Scatenereste la belva, contro di voi, per sempre.

Limitatevi ad assecondarlo e ad osservarne le reazioni quando rivolgerà la sua attenzione verso altri malcapitati, ricoprendoli di improperi, insulti, illazioni, strepitando e sbraitando (facendo frequentemente uso di caratteri maiuscoli, che indicano l’intenzione di gridare tramite la tastiera) di complotti, massoneria, accordi trasversali, associazioni sovversive, infiltrati, agenti segreti, società segrete, lobbies e chi più ne ha, più ne metta.

Sollecitato adeguatamente, vi dirà che ignorate gli accordi segreti per il controllo del mondo, la manipolazione mentale, i messaggi subliminali, le intecettazioni globali, perfino gli oggetti volanti non identificati.

Ma non stupitevi, chiedendogli una soluzione concreta, una proposta, se vi etichetterà come collaborazionista (senza spiegare di chi), come infedele (senza citare il dogma), come prezzolato (senza citare il pagatore), come opportunista-arrivista (ma senza spiegare quali vantaggi dovreste trarre dalla vicenda). Lui è l’integralista inutile: non ammette di essere contraddetto, ma non ha soluzioni da proporre né spiegazioni da dare. Fatevene una ragione.Gianluca Pomante

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