Nuove e vecchie tecnologie

E’ arrivato il tempo di regalarsi qualche giorno di vacanza e come ogni anno, ormai da diversi anni, ho affrontato caldo, strada e traffico per raggiungere l’agognata meta, punto di partenza ed arrivo di lunghe passeggiate tra sentieri, boschi e baite.

Con il telefono spento e i vari device lasciati a casa, la mente corre libera, i pensieri inseguono solo se stessi, per qualche giorno il lavoro e i problemi sono chiusi in un cassetto e riemergono i ricordi e le idee. Disintossicarsi dall’informatica e dalla telematica, per qualche giorno, è indispensabile soprattutto per chi quotidianamente con esse lavora, sebbene con passione inestinguibile.

Sono in compagnia di un ingegnere dalla mente brillante e dalla curiosità inesauribile, analoga alla mia per le tecnologie. Spesso i nostri interessi si incrociano, per poi prendere nuovamente il largo, ognuno per la sua strada. Non manchiamo di apprezzare quello che ci circonda, dalla casa biotech allo smart hotel, simbolo di quelle smart city in costante evoluzione.

Una funicolare, un’opera d’arte ingegneristica inaugurata nel 2010: due cabine che salgono e scendono sullo stesso binario, incrociandosi nel mezzo del percorso, unite da un cavo d’acciaio che gira attorno ad un motore elettrico.

Ogni cabina compensa almeno in parte il peso dell’altra, sicchè il motore deve muovere solo la differenza di peso tra i passeggeri delle due cabine. Un’opera d’arte, perchè la forza motrice applicata al mattino, quando molta gente sale e poca scende, viene in parte compensata dall’energia prodotta dal motore elettrico nel pomeriggio, quando le cabine in discesa pesano più di quelle che salgono e l’impianto non consuma energia ma la genera, sfruttando il freno motore.

La mente viaggia leggera e apprezza lo sforzo del progettista, che ha anche ideato un complesso sistema di cavi d’acciaio e carrucole, così da permettere alle cabine di incrociarsi su un breve scambio a metà percorso e di utilizzare un solo binario per salire e scendere. Significa dimezzare il costo dell’impianto e dell’impatto ambientale.

Il viaggio continua ed il cervello, ormai in overdrive, va a scovare nella memoria un ricordo di scuola, un feedback fotografico, un sistema di ceste, corde e carrucole con il quale gli antichi egizi innalzavano i blocchi di pietra durante la costruzione delle piramidi. Da un lato della piramide il blocco da sollevare, dall’altro una cesta da riempire di sabbia, collegata al blocco da un cavo, in cima una carrucola. Una catena umana che trasporta secchi di sabbia per riempire la cesta, che diventa lentamente più pesante del masso e lo solleva in cima al cantiere. Quando il masso è in sicurezza, la cesta viene aperta, la sabbia scivola via e la cesta, nuovamente leggera, torna in cima con la sola forza delle braccia, per essere legata ad un altro masso e riempita di nuovo.

Il pensiero torna alla funicolare. Ragiono a voce alta. Qui l’acqua non manca: se con una sorgente alimentassero delle cisterne installate sotto le cabine, ogni volta l’impianto potrebbe muoversi producendo energia, perchè il peso della cabina che scende potrebbe essere ogni volta maggiore di quello della cabina che sale, introducendo acqua sufficiente a superare, di poco, la differenza di peso tra i passeggeri a bordo di entrambe.

Nei casi in cui il peso della cabina che scende è superiore a quello della cabina che sale, l’acqua sarebbe inutile. Ma in ogni condizione il motore produrrebbe energia. Un impianto ad impatto minimo che addirittura funzionerebbe per produrre energia tutto il giorno.

Ne parlo con l’amico ingegnere che mi accompagna, ci ragiona su; lo vedo per qualche istante con lo sguardo fisso nel vuoto ed immagino il fumetto sulla testa con gli ingranaggi che girano e la lampadina che brilla. Probabilmente ho acceso in lui quella scintilla di curiosità che alimenta i progettisti, anche in vacanza. Un po’ come gli appassionati d’informatica. Ho idea che ci perderà tempo quando io sarò nuovamente sui codici.

Chissà che il prossimo impianto non abbia il suo nome e non sfrutti un brevetto nato in vacanza da un ricordo di scuola. Anche questa è tecnologia, forse non nuovissima, ma sempre utile.

Gianluca Pomante

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