Comprati un auricolare

Se c’è un fenomeno sociale che è difficile da inquadrare e da capire, nel panorama dell’intollerabile superficialità di ogni essere umano, è la guida funambolica con il telefono alla mano.

Guidare tenendo il telefono, oltre ad essere scomodo, a costringere e continui movimenti e torsioni inutili (ad esempio, quando si cerca di azionare il cambio con la sinistra o si piega la testa a bloccare il dispositivo sulla spalla), è fonte di pericolo per se e per gli altri, pedoni o trasportati che siano.

Eppure è sufficiente guardarsi intorno per capire che l’italiano medio proprio non riesce a smettere di telefonare quando si muove in auto. Sembra, anzi, che l’ingresso nell’abitacolo faccia scattare il desiderio irrefrenabile di iniziare a colloquiare tramite il terminale telefonico.

Risulta però incomprensibile l’aspetto economico della vicenda, poiché un auricolare con il filo ha un costo di circa 10 euro, di 30/40 euro se si decide di acquistarne uno senza fili.

Appare poco affidabile e decisamente privo di qualità intellettive apprezzabili (tenetene conto nella eventuale scelta del partner) qualsiasi essere umano che si doti di smartphone dal prezzo stratosferico, anche a costo di sottoscrivere piani di finanziamento pluriennali, per imbarazzarsi, successivamente, dinanzi al prezzo di un auricolare, decidendo di rinunciare all’acquisto.

Ancor meno giustificabile è il comportamento di chi è disposto a prestare ogni tipo di garanzia per l’acquisto dell’ultimo modello di auto superaccessoriata e poi dimentica quell’unico optional che salvaguarderebbe la sua ed altrui incolumità, consentendogli di collegare il telefono all’impianto stereo della vettura e conversare in vivavoce. O, peggio ancora, che pur avendolo in omaggio o installato di serie non lo utilizza.

Il replicante di Blade Runner, nel 1984, asseriva di aver visto cose che gli umani non potevano neanche immaginare, ma certo non aveva frequentato, in tempi moderni, una strada cittadina, nell’ora di punta, che è poi l’ora in cui si manifesta la maggior concentrazione di chiamate su rete cellulare, perchè ciascuno sente l’impellente necessità di comunicare dall’abitacolo dell’autovettura, e poco importa che sia per dire alla moglie di buttare la pasta che sta arrivando, al figlio di farsi trovare a tal piazza o angolo della via, o al cliente “No, stia tranquillo, non mi disturba affatto, sto solo guidando”.

E così, lungo le vie, è possibile apprezzare le gesta dei funamboli del volante, che telefonano e guidano, quando va bene, ma sono solo dei principianti; che telefonano, guidano e fumano, quando sono già esperti; che telefonano, fumano, guidano e fanno pulizie nasali quando raggiungono lo stato dell’arte.

Poco importa che girino a destra o a sinistra senza usare gli indicatori di direzione (noi siamo un paese civile e le frecce le usavano gli indiani, direbbe il più illuminato), che si fermino repentinamente al centro della strada dopo una “grattata” da capogiro, innescata dall’aver cambiato marcia con la mano sinistra, inserendo la seconda anziché la quarta (basterebbe comprare un’auto con il cambio automatico, in fondo), che vadano a zig-zag perchè, diamine, se stanno telefonando e devono consultare un attimo l’agenda per fissare un appuntamento o prendere il rimmel per ravvivare le ciglia utilizzando lo specchietto, non si può mica pretendere che si fermino al margine della strada a perder tempo: in fondo si può guidare anche con le ginocchia.

Si raggiunge l’apice della follia quando al telefono si percepiscono, dietro i parabrezza, gli autisti dei bus di linea (che non dovrebbero proprio averlo, il telefono) o gli appartenenti alle forze dell’ordine (che dovrebbero dare l’esempio). L’ultimo, in ordine di tempo, che era al telefono mentre guidava, ha fatto “solo” deragliare un treno a 190 chilometri orari.

Ma, in fondo, questo è semplicemente il ritratto di un mondo occidentale superficiale e maldestro, vittima del gossip e della necessità di apparire anziché desideroso d’essere sostanza e capacità.

Al prossimo incontro con il funambolo seduto in un’auto da 70.000 Euro, con il telefonino da 700 contro l’orecchio, senza auricolare, gridiamo forte “Barbone, fai meno debiti per auto e telefono e comprati un auricolare” e vediamo l’effetto che fa.

Gianluca pomante

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *