Batterie scariche

Una definizione che accompagna gli stati di stanchezza fisica e mentale, l’incapacità di far fronte agli impegni quotidiani, l’accumulo di una tale quantità di situazioni negative da non sembrare possibile poter andare avanti, almeno per il momento.

Poi interviene un fattore nuovo, un evento inaspettato, un entusiasmo che ci rimette in sesto o, semplicemente, una meritata vacanza che ci ricarica. 

Da qualche anno, il problema si è esteso anche alla tecnologia che circonda l’uomo moderno, in precedenza preoccupato solo del malfunzionamento delle calcolatrici e dei giocattoli dei figlioli (soprattutto delle automobiline radiocomandate che fagocitavano pile a pacchi) ed oggi, invece, schiavo di smartphone e tablet dotati di schermi certamente bellissimi, ad alta definizione e multicolore, connessi con il mondo, ma avidi di energia elettrica.

Tanto esosi, in termini di risorse energetiche, da far rimpiangere i Nokia e i Motorola degli anni 90, certamente meno dotati di effetti speciali e colori ultravivaci, ma capaci, grazie alle dimensioni della batteria e agli schermi a cristalli liquidi, di restare accesi anche per una decina di giorni.

A complicare ulteriormente la vita dei cittadini digitali sono intervenute Internet, che ha fornito l’infrastruttura per la comunicazione elettronica interattiva meglio nota come social network, e l’integrazione, nei terminali telefonici, dei sistemi di localizzazione GPS che, sommati agli altri apparati di radiotrasmissione già presenti (telefonia, wireless e bluetooth), hanno determinato una vita media della carica energetica di otto/dodici ore.

Lo schermo tenuto acceso per chattare e leggere messaggi, ad esempio, riduce la vita della batteria quanto il flash della fotocamera utilizzato come torcia (altra funzione sempre più presente nei telefoni cellulari). Così come le varie connessioni senza fili sempre attive e la stessa funzione che permette di utilizzare le reti ad alta velocità 3G o 4G. Già disattivando tali funzioni – per attivarle solo in caso di necessità – ed utilizzando solo la connessione telefonica di tipo GSM, la vita della batteria si allunga di oltre il 50%

Un altro fattore che annienta rapidamente la carica del dispositivo è l’aggiornamento dei dati delle applicazioni in tempo reale, che si manifesta sotto forma di messaggi automatici e controlli dei profili utente (client di posta elettronica, previsioni meteo, social network, notiziari, ecc.); aggiornamenti che le varie applicazioni eseguono automaticamente, ad intervalli predefiniti, consumando corrente anche quando non manifestano alcuna reazione all’utente perchè non ci sono nuovi dati o messaggi.

Tale automatismo resta attivo se non viene eseguita correttamente la procedura di logout – o, più semplicemente, se non viene scelta la funzione “Esci” – prima di premere il tasto che riporta il dispositivo alla pagina iniziale, lasciando che l’applicazione continui a lavorare in background.

Soprattutto le app che permettono il collegamento ai social network come Facebook e Twitter controllano il profilo personale dell’utente ogni due/tre minuti, alla ricerca di nuovi messaggi e nuove notizie. Il dispendio di energia è identico alla consultazione che fa il diretto interessato richiamando in primo piano la relativa applicazione.

L’utente medio attribuisce di solito la minor durata della batteria all’obsolescenza tecnologica o all’invecchiamento del telefono (ed anche questo può essere un valido motivo) ma non tiene conto delle applicazioni che ha installato nel frattempo e si stupirebbe di quanto, invece, incidano sulla reale efficienza della batteria.

Ripristinare il telefono alle condizioni di fabbrica e poi reinstallare le singole applicazioni, una al giorno, per verificare quale determina il dispendio di energie maggiore, è cosa buona e giusta, da provare almeno una volta nella vita.

Gianluca Pomante

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