Dotazione minima 1

Quando si é in viaggio – a me succede spesso per ragioni di lavoro – é normale passare del tempo in attesa di qualcosa, un treno, in aereo, un bus, un taxi, che porti a destinazione.

Raggiungere l’obiettivo spesso comporta ulteriori attese, per un’udienza, una riunione, un incontro, un evento qualsiasi, talvolta importante, in altri casi di mera routine, qualcuno inutile, talmente inutile che, saperlo prima, avrebbe consentito di non partire.

Terminata l’incombenza, il compito, l’incarico, inizia la sequenza del rientro, spesso uguale all’andata, in attesa di un taxi, un bus, un aereo, un treno che permetta il ritorno a casa.

Persone, luoghi, circostanze, corrono incontro al viaggiatore, come i cipressi tra Bolgheri e San Guido, avvolgendolo in un turbinio di luci e colori che lo sfiora senza toccarlo, immerso nei suoi pensieri.

Le tecnologie possono aiutare a passare il tempo, in modo ludico o proficuo, dipende dalle prioritá e preferenze di ciascuno.

Non esiste una combinazione vincente, data anche la moltitudine di apparati che ciascuno potrebbe portare con sè, ma é possibile tracciare una linea ideale tra il viaggiare appesantiti da apparati che spesso non saranno utilizzati o saranno utilizzati poco ed apparati che, invece, svolgeranno al meglio il loro compito.

Per quanto mi riguarda, organizzo lo zaino e il trolley secondo necessitá e, spesso, facendo di necessitá virtú. Cosí, come per i vestiti cerco di combinare al meglio colori e tessuti con le esigenze operative del periodo lavorativo, anche per ridurre i volumi in valigia, allo stesso modo cerco di trovare il miglior abbinamento tra lavoro da svolgere e tecnologie da utilizzare, per ridurre il peso dello zaino e muovermi leggero.

Non mi serve un computer portatile se devo scrivere un articolo come questo, che verrá comunque impaginato tipograficamente da qualcun altro, mentre sará necessario averlo dietro se ritengo di dover elaborare delle foto e dei filmati per una presentazione o se ho in mente di verbalizzare il contenuto di una lunga riunione ed inviarlo, dopo averlo impaginato, ai presenti e agli altri soggetti interessati. Nel primo caso potrò quindi scegliere di portare con me un tablet e valutare se aggiungere anche una tastiera bluetooth, nel secondo caso potró lasciare a casa sia il table che la tastiera aggiuntiva che, comunque, sarebbero inutili, avendo il portatile al seguito, certamente molto piú potente e  funzionale.

Se devo solo navigare su Internet, accedere ad alcuni servizi di prenotazione, leggere libri e giornali in formato elettronico, inviare e consultare posta elettronica, come pure scrivere brevi messaggi e note, anche la tastiera bluetooth sará un peso inutile, essendo sufficienti le tastiere virtuali che appaiono sugli schermi di tablet, e-book readers e smartphone di dimensioni generose.

Per evitare di portar dietro fascicoli e documenti, non avendo necessitá di esibire gli originali,è meglio passare qualche minuto a digitalizzarli in formato pdf e a caricarli sul dispositivo che porteró con me o, meglio ancora, su un sistema di archiviazione on line, per averli disponibili in qualsiasi momento potendo contare su una connessione ad Internet. Attenzione alla connessione, soprattutto, perché potrebbe capitare di non avere i documenti necessari a causa della mancanza di segnale. Meglio caricarli sul dispositivo, se non si conosce il luogo dell’incontro, sebbene le reti wifi siano ormai ovunque.

Anche per le connessioni é opportuno scegliere gestori diversi per lo smartphone, per il tablet e la chiavetta da utilizzare sul pc, cosí da poter sfruttare sempre la miglior connessione disponibile, utilizzando le opzioni di condivisione. Esistono anche piccoli router portatili, che permettono di agganciare alla stessa connessione di rete apparecchi diversi e risultano comodi proprio quando la Sim deve essere condivisa, senza pagare lo scotto di dover gestire sim, minisim, microsim o nanosim.

Un discorso a parte meritano gli alimentatori, giacché capita di averne un cassetto pieno in casa e di doverne portare diversi in borsa ad ogni spostamento, con il rischio di lasciare a casa quelli che servono e di aver dietro quelli inutili, restando isolati dal mondo e dovendo ricorrere ogni volta all’acquisto di un nuovo alimentatore in autogrill o in aeroporto. Dato che ormai quasi tutti gli apparati utilizzano un’alimentazione di tipo usb, rispetto alla quale cambia solo il connettore, é facile reperire sul mercato alimentatori universali che dispongono di due o quattro porte usb, alcune dedicate ai tablet, in quanto piú potenti, alle quali poter collegare i cavi originali con i connettori dedicati al singolo apparato.

Come supplemento di carica, che non guasta mai in viaggio, dato che soprattutto i telefoni si spengono nel momento in cui sono piú utili, nel rispetto della prima legge di Murphy (se qualcosa puó andar male, lo fará), é possibile adottare una batteria da 5.000 o 10.000 mAh che puó caricare per due/quattro volte un comune smartphone e per una/due volte un tablet come il Samsung Galaxy Tab o l’Apple iPad.

Avendo di solito una porta usb per la connessione al dispositivo da alimentare ed una porta mini-usb per essere caricata, per la batteria vale lo stesso discorso giá fatto per cavi dedicati ed alimentatore universale. Ops! Messaggio di sistema: “Spazio esaurito. Questo collaboratore ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato”. Sono costretto a rinviare alla prossima settimana i consigli sulla dotazione minima di software per viaggiare.

Gianluca Pomante

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