Cittadini digitali

E’ sufficiente leggere un po’ in giro i messaggi che passano sui social network come in coda ai vari post dei numerosissimi blog nazionali, per comprendere che il cittadino digitale estremo – anche detto integralista socialmediatico – è un soggetto decisamente strano, almeno nella maggior parte dei casi.

Censito in pochissimi esemplari effettivamente viventi, che evidentemente si moltiplicano in innumerevoli profili quando si collegano alla Rete, è apparentemente disposto al dialogo e teoricamente aperto al confronto ma sfoggia, in realtà, l’arte della diplomazia ed il buon gusto della cortesia esclusivamente se si trova d’accordo con quello che scrivono gli altri o, meglio ancora, se gli altri sono d’accordo con quello che lui scrive.

Diversamente, si produrrà in aggressioni verbali che farebbero impallidire uno scaricatore di porto figlio di prostitute incallite, ingiuriando e denigrando l’occasionale avversario in ogni modo pur di apparire vincitore della singolar tenzone scatenatasi sulle onde digitali della Rete. Un modello di violazione sistematica della netiquette che meriterebbe il Guinness dei Primati se non fosse talmente spregevole da risultare enciclopedicamente irrilevante.

Dispensatore industriale di “mi piace” sulle pagine che ritiene degne del suo gradimento, controlla con periodicità maniacale le perle di saggezza che ha rilasciato nelle ultime ore, per assicurarsi che i suoi “amici” le apprezzino e provvedano a celebrarle in modo adeguato con numerose condivisioni ed altrettanti “like”, pena l’inserimento nella black list degli ammoniti e la successiva inevitabile sanzione della cancellazione dell’amicizia, simbolo d’indegnità e ludibrio, a suo insindacabile giudizio, in caso di indifferenza recidiva ad un successivo post.

L’eventuale distrazione dei suoi miti in Rete, che ritiene debbano necessariamente notare ciò che scrive, lo induce in uno stato di profonda depressione, che sfoga trangugiando popcorn, patatine e coca-cola davanti allo schermo del computer, impastando d’unto la tastiera ed il mouse, ricaricando compulsivamente la pagina nella spasmodica attesa di una manifestazione d’interesse.

Nel momento in cui s’imbatte in un video che lo appassiona o in un brano musicale che lo entusiasma, tende a diffonderlo con frequenza ed intensità tale da far impallidire perfino le campagne pubblicitarie della Virgin e della Feltrinelli, mentre si erge, al contrario, a censore assoluto ed incorruttibile di ogni elemento multimediale che ritiene di dubbio gusto se non di manifesta volgarità, ovviamente sempre sulla base delle sue personalissime opinioni e valutazioni.

Peccato che abbia qualche difficoltà, solitamente, con la corretta costruzione della frase e con il posizionamento di soggetto, predicato e complemento oggetto, per tacer dei congiuntivi che, se tornasse Dante, s’armerebbe di gatto a nove code ed entrerebbe nel Club dell’Inquisizione pur di essere autorizzato a fustigarlo almeno tre volte al giorno.

Se, incuriositi da tanta passione, ci si lascerà andare alla briga di volerne approfondire la conoscenza, analizzando la progressione storica dei messaggi che ha generato, non sarà difficile scoprire che la maggior parte di essi prende spunto dai vari siti web che dispensano quotidianamente aforismi e citazioni, che ha prudentemente rielaborato, aggiungendo qualche orrore grammaticale, per tentare maldestramente di farli apparire come farina del proprio sacco.

Inoltre, approfondendo ancora, si scoprirà probabilmente che, pur ergendosi a censore degli altri, pur essendo sempre pronto ad evidenziare l’altrui mancanza, avrà elogiato soprattutto i potenti che è propenso ad ossequiare per ottenerne adeguate prebende, avrà cambiato i propri incrollabili ideali per avvicinarli a quelli della celebrità di turno, avrà strumentalizzato con cura e dovizia di particolari qualsiasi occasione, anche la più meschina, al fine di mettersi in mostra e raggranellare amicizie importanti e “mi piace” pesanti, da sfoggiare come trofei.

Si potrà venire a sapere, infine, analizzandone la vita reale e non il profilo, che magari è inseguito dai creditori, ha difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso e sbircia di nascosto dalle imposte  socchiuse per acquisire qualche pettegolezzo da rivendere come notizia sul web. Da buon praticante fantozziano qual’è.

Gianluca Pomante

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