Hackers, gli eroi della rivoluzione informatica

(Steven Levy, 1984) La nascita e l’evoluzione della cultura hacker negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo, in parallelo con quella italiana, quasi autonoma. Tutto inizia con la storia degli hackers del Massachusetts Institute of Technology

I primi elaboratori ad uso civile nelle Università, il divieto di “metterci su le mani”, la sfida all’aristocrazia dei docenti nascondendosi nei condotti dell’aria condizionata per poter lavorare nelle ore notturne, quindi l’apertura dei centri elaborazioni dati alle menti brillanti degli studenti del Tech Model Railroad Club

Sarebbe troppo semplicistico spiegare che, giocando con i trenini, gli hacker avevano sviluppato l’intuito e l’estro di chi è abituato a risolvere i problemi mettendoci sopra le mani, studiando e sperimentando soluzioni. La rivoluzione informatica è molto di più, ed è una epopea simile a quella del selvaggio West, in cui agli avventurieri si alternano scienziati ed eroi, spesso sfortunati.

Gli anni del pionerismo informatico, con l’assemblaggio dei primi personal computer dell’Homebrewer Club e la scrittura dei primi sistemi operativi. La nascita e l’ascesa della Apple di Steve Jobs e Steve Wozniak attraverso la descrizione dei capitali di ventura che animavano quella che sarebbe diventata la Silicon Valley

Bill Gates e la sua lettera agli homebrewers, che fece infuriare il mondo hacker e che spiega, ancora oggi, l’atavica ostilità degli attivisti digitali per il sistema operativo e i programmi della Microsoft, nonostante siano da tempo i più affermati sul mercato, costituendo ormai un costante punto di riferimento per privati ed aziende.

Un libro sulla cultura hacker che non può mancare nella libreria di appassionati e semplici curiosi.

Gianluca Pomante

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *