The imitation game

(Morten Tyldum, 2014) Un film coinvolgente, che racconta la storia travagliata di Alan Turing, genio della matematica, diviso tra la la passione per lo studio dei codici cifrati e l’omosessualità vissuta con difficoltà in un Inghilterra ancora troppo conservatrice per accettarla.

Dopo il trauma giovanile della scomparsa di Christopher (il compagno di scuola di cui era innamorato) a causa della TBC, Alan Turing si rifugia nello studio della matematica diventando uno degli specialisti più affermati e viene chiamato a collaborare con i servizi segreti inglesi per combattere nelle retrovie con l’analisi del codice Enigma.

Il difficile rapporto con i colleghi, lo sviluppo, costellato di insuccessi, della prima macchina da calcolo della storia, l’intuizione dell’errore umano nelle procedure di trasmissione dei messaggi del Terzo Reich, il dramma della conoscenza dei messaggi e delle strategie di guerra ed, infine, la persecuzione, anziché la gloria, per la propria omosessualità.

Un film che descrive la vita di Turing e, proprio per questo, lascia lo spettatore con l’amaro in bocca, a riflettere sulla riabilitazione postuma di uno dei più grandi scienziati che l’umanità abbia avuto.

Gianluca Pomante

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