Accesso abusivo al sistema informatico

Una ulteriore Sentenza della Corte di Cassazione, la n. 8541/2018, si posiziona nel solco già tracciato dall’interpretazione dell’art. 615 ter cp data dalle Sezioni Unite con la pronuncia n. 4694 del 2012, evidenziando che la condotta punibile si distingue tra introduzione nel sistema con violazione delle misure di sicurezza e mantenimento all’interno del sistema in violazione delle autorizzazioni concesse

In relazione alla prima condotta, non rileva l’idoneità della misura di sicurezza ad escludere effettivamente altri soggetti dall’azione consistente nell’introdursi all’interno del sistema informatico, nè ai fini della configurabilità del reato sono richieste intenzioni specifiche, rilevando unicamente la violazione della misura di sicurezza, per quanto banale.

Per quanto riguarda la seconda condotta, rileva invece l’attività concretamente posta in essere dall’interessato in relazione alle autorizzazioni di cui disponeva per l’accesso al sistema, di talchè risultano penalmente rilevanti tutte quelle azioni che esulano dalle attività permesse, nonostante l’accesso al sistema sia stato legittimo.

E’ quindi delineato il reato di accesso abusivo al sistema informatico da parte del dipendente pubblico che consulta una banca dati di cui ha la disponibilità per ragioni d’ufficio con l’intento di procurarsi informazioni che riguardano una sua attività personale, non rientrante tra le mansioni assegnate.

Sentenza-8541_2018

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