Diffamazione in chat

Un nuovo pronunciamento della Corte Suprema di Cassazione distingue il reato di diffamazione dall’ipotesi di ingiuria aggravata, ormai depenalizzata, evidenziando la differenza tra i due istituti

Nella diffamazione è necessario che la comunicazione avvenga con più persone in assenza dell’imputato, che non è posto nella condizione di poter difendere la propria reputazione. E’ quindi la situazione tipica in cui versa il soggetto che affida il proprio commento, lesivo dell’altrui reputazione, ad uno strumento di comunicazione come Facebook, nel quale il messaggio viene percepito da più persone senza che l’interessato possa intervenire.

Viceversa, la situazione in cui, pur in presenza di più persone che partecipano ad una videochat, sia presente il soggetto destinatario dei commenti lesivi della sua reputazione, rientra a pieno titolo nell’ipotesi di ingiuria aggravata dalla presenza di altri soggetti, che è stata ormai depenalizzata.

Sentenza-10905_2020

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