Slot alterate, tra frode, ricettazione e gioco illecito

Decidendo sul ricorso proposto da un esercente, ritenuto responsabile di aver installato nel proprio locale degli apparecchi dotati di doppia scheda, che consentivano di utilizzare una slot machine sotto le mentite spoglie di un gioco di abilità, sottraendo in tal modo quanto dovuto all’Erario, la Corte di Cassazione, Sez. II Penale, nel mese di dicembre, ha ritenuto che fossero in concorso i reati di ricettazione e frode informatica, poiché il primo illecito riguarderebbe la fase preparatoria del secondo.

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Accesso abusivo e upgrade normativo

L’art. 615 ter del Codice Penale è stato introdotto dalla L. 547/1993 e, al contrario di altri, non ha mai subito alcuna modifica che potesse metterlo al passo con i tempi.  Basta fare una valutazione dei sistemi informatici dell’epoca con quelli odierni per capire, ad esempio, che era molto più semplice individuare il bene giuridico da tutelare nel 1993 di quanto non lo sia oggi.

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Spie, segreti, misure di sicurezza

L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, a carico dei fratelli Occhionero, ritenuti responsabili di aver violato decine di sistemi informatici italiani e stranieri, privati e pubblici, incluse alcune infrastrutture critiche, ha improvvisamente portato all’attenzione dei media il problema della sicurezza informatica contro attacchi che fanno leva sull’elemento debole di ogni strategia: l’essere umano.

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