Vietato pubblicare atti di indagine

Con il provvedimento del 15 gennaio 2020 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha censurato il comportamento di una testata giornalistica responsabile di aver pubblicato integralmente un avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di alcuni Avvocati, con diffusione di informazioni relative non solo alle rispettive posizioni processuali ma anche a luogo e data di nascita, residenza, indirizzo di studio, numero di cellulare.

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Indagini e tracce informatiche

L’uso diffuso di strumenti informatici comporta il rischio che, attraverso una raccolta indiscriminata dei dati relativi alle operazioni effettuate con telefoni cellulari, carte di credito, bancomat, telepass e consumer card di vario genere, taluno possa “schedare” i titolari dei predetti apparati tramite l’esame e l’elaborazione delle informazioni che da tali dati potrebbero essere desunte, direttamente o indirettamente.

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